Location e posizione
Tipologia ricettiva
Nome struttura
Quartiere, area o città
...in un raggio di:
5 Km
10 Km
15 Km
+15 Km
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Il Rione Terra, Pozzuoli

Non è un caso che il geografo arabo Idrisi parli di "cashtili" (castello) e non di "Pozzuoli", nel suo Opus Geographicum (XII sec.): il vero primo centro urbano, rocca, castrum e centro religioso della città di Pozzuoli e

Non è un caso che il geografo arabo Idrisi parli di "cashtili" (castello) e non di "Pozzuoli", nel suo Opus Geographicum (XII sec.): il vero primo centro urbano, rocca, castrum e centro religioso della città di Pozzuoli era infatti proprio questo rione.
Il Rione Terra assume l'aspetto di un borgo medioevale nel periodo compreso tra il VIII eil X sec., quando cioè il resto della città conosce il suo momento di maggiore declino.
Dotato nell'antichità di un ponte levatoio (si trovava presumibilmente dove è situata oggi "Porta Napoli") che collegava il centro abitato con l'unica strada utile per raggiungere l'entroterra, la zona viene lentamente ma progressivamente abbandonata a partire dal XIII sec., quando cioè alla mancanza di spazi utili per costruire si accompagna il fenomeno del bradisismo.
Intorno al XV sec. l'aristocrazia locale impone l'abbandono del Rione Terra ai ceti meno abbienti, costretti a trovare dimora nella zona portuale.
La situazione si inverte durante il XVIII sec., ancora su iniziativa della nobiltà, che preferì spostarsi verso spazi più ampi, abbandonando quindi l'area.
Il 2 marzo 1970 il Rione Terra viene evacuato a causa del bradisismo. E' oggi al centro di un progetto di riqualificazione della zona avviato nel 1993.
Nel 1993, contestualmente ai lavori per il recupero di Rione Terra, è avviata una campagna di scavi archeologici nell'area orientale del quartiere, a seguito della quale sono state rinvenute le strutture in tufo del "Capitolium" e quelle in marmo del Tempio di Augusto, già riemerse entro le mura del Duomo a seguito di un incendio nel 1964.


Dal 2002 è inaugurato un suggestivo percorso archeologico sotterraneo che consente di percorrere uno dei decumani principali ed un cardine minore dell'antico tessuto urbano e di scoprire osterie, depositi di merce e botteghe, tra cui un "pistrinum" con intatte le macine in pietra vulcanica adoperate per il grano. Dagli scavi sono emersi numerosi frammenti architettonici ed una serie di sculture in marmo pentelico, copie romane di originali greci di età classica, ora esposte nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei presso il Castello di Baia.
Dal febbraio 2004 il percorso di visita si è arricchito di nuovi itinerari. Nei sotterranei del Palazzo Migliaresi, sede del comune di Pozzuoli, e lungo il decumano, sono visitabili gli "ergastula", una serie di anguste cellette destinate agli schiavi, una di queste conserva tracce di pitture (due gladiatori a carboncino) e due versi attribuibili al carme V di Catullo. In un grande edifico è stato rinvenuto un larario sotterraneo, affrescato con la rappresentazione delle dodici divinità dell'Olimpo, con adiacenti alcuni ambienti destinati a magazzini e taverne.

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