Location e posizione
Tipologia ricettiva
Nome struttura
Quartiere, area o città
...in un raggio di:
5 Km
10 Km
15 Km
+15 Km
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I luoghi del Cinema a Napoli

Uno straordinario viaggio alla scoperta dei luoghi e dei capolavori del cinema napoletano. Paesaggi, attori e registi: Napoli attraverso i suoi film più celebri.
Napoli è una delle città italiane più rappresentate nel cinema, infatti, tra i vicoli, le gallerie, le colline e i suoi palazzi, la macchina cinematografica si è mossa incessantemente fin dai suoi esordi. Inoltre, pochi sanno che la città partenopea fu una delle culle del cinema italiano: nei caffè concerto si proiettavano i primi film realizzati dai fratelli Lumière e molte case di produzione sfruttavano le sue bellezze per le prime rappresentazioni mute.

Il rapporto di Napoli con il cinema affonda le radici già nel cinema muto con "Assunta Spina" di Gustavo Serena del 1915. Considerato uno dei film di maggiore successo del cinema muto italiano, il film, che vede la partecipazione della diva italiana del muto Francesca Bestini, fu girato tra i vicoli di Castelcapuano e i café chantant famosi negli anni dieci del Novecento. Negli stessi quartieri popolari e a Capri è ambientato "Napoli è una canzone", film muto italiano del 1927 diretto da Eugenio Perego.

Addirittura nell’epoca fascista, ben poco incline al folclore dialettale, nascono diversi film che raccontano Napoli, tra i quali spiccano: "Napoli d'altri tempi" (1938) di Amleto Palermi, con Vittorio de Sica nella parte di un commesso che si scopre compositore di canzoni; e "Napoli che non muore" (1939) sempre diretto da Palermi, dove la città è narrata attraverso gli occhi della sposa francese di un ingegnere napoletano.

Uno dei film più famosi che hanno la città partenopea come protagonista assoluta è "Napoli milionaria",  film del 1950 diretto da Eduardo De Filippo e tratto da una sua celebre commedia, con lo stesso Eduardo, Titina De Filippo e Totò nei panni della famiglia Jovine. Un film che risalta con chiarezza la filosofia di vita napoletana, anche se girato esclusivamente in interni, è "Miseria e nobiltà" (1954) di Mario Mattoli, con la famosa scena di Totò che mangia gli spaghetti con le mani in una geniale rappresentazione della fame che affligge la città. Sempre del 1954 è "L'oro di Napoli" diretto da De Sica, un film a episodi che ritrae l'essenza del popolo napoletano grazie alle preziose interpretazioni di Eduardo De Filippo, Totò, Sophia Loren, Paolo Stoppa e lo stesso De Sica.

Nel quartiere Forcella si svolge "Adelina", il primo episodio di "Ieri, oggi, domani", un film del 1963 diretto da Vittorio De Sica, con Marcello Mastroianni e una straordinaria Sophia Loren nel ruolo di una venditrice abusiva di sigarette che, per evitare il carcere, ricorre ad una lunga serie di maternità. I vicoli attorno al Duomo fanno da scenario a "Operazione San Gennaro", magnifico film del 1966 diretto da Dino Risi, con Totò, Nino Manfredi e Senta Berger, in cui alcuni ladruncoli riescono a impadronirsi del tesoro di San Gennaro. É del 1976 invece il grottesco "Pasqualino settebellezze", un film di Lina Wertmüller con Giancarlo Giannini che, nella Napoli del 1936, uccide il seduttore di una delle sette sorelle inaugurando una serie di disavventure.

Altro celebre film è "Così Parlò Bellavista", film commedia del 1984, tratto dal romanzo omonimo, sceneggiato e diretto da Luciano De Crescenzo, che mette a confronto la filosofia di vita del milanese Renato Scarpa e del napoletano De Crescenzo in un condominio dei quartieri popolari del centro storico. Palazzo Cellamare a Chiaia e Piazza Vanvitelli sono gli scenari di "Morte di un matematico napoletano", un film del 1992 diretto da Mario Martone, all'esordio nella regia cinematografica, sugli ultimi giorni di vita del matematico Renato Caccioppoli, morto suicida nel 1959. Altra voce di rilievo della cinematografia partenopea è quella di Paolo Sorrentino, che nel 2001 esordisce con "L’Uomo in più", film con Toni Servillo e Andrea Renzi ambientato tra Posillipo e via Caracciolo con il Vesuvio sullo sfondo.